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Scarse prove dei benefici dell’uso del corsetto per la scoliosi

L’uso di busti per correggere l’eccessiva curvatura della colonna vertebrale (scoliosi) negli adolescenti è oggetto di un dibattito tuttora in corso e una revisione aggiornata della letteratura medica disponibile fornisce scarsi supporti per risolvere la questione.

Anche se esistono alcune evidenze del fatto che gli adolescenti affetti da scoliosi possano trarre beneficio dall’uso di corsetti rigidi o elastici per la correzione della curvatura della colonna vertebrale, tuttavia la ricerca non è sinora riuscita a provare in modo inconfutabile che l’uso del corsetto funzioni, come hanno concluso gli autori di questa ricerca bibliografica.

Le prove dell’efficacia del corsetto sono deboli, in particolare per quanto riguarda l’evidenza di qualsiasi efficacia a lungo termine, come affermano il dott. Stefano Negrini dell’Istituto Scientifico Italiano Colonna Vetrebrale di Milano e colleghi, sull’ultimo numero di The Cochrane Library, una pubblicazione della Cochrane Collaboration, un’organizzazione internazionale che si occupa di valutazione delle ricerche mediche.

Negrini e il suo gruppo hanno analizzato la letteratura medica, alla ricerca di studi sull’efficacia dei corsetti, sui confronti con altri trattamenti e tra vari tipi di corsetti. Su un totale di 1285 titoli, i ricercatori hanno letto nel dettaglio 128 pubblicazioni complete e ne hanno trovate solo 2 che rispondessero ai loro criteri.

Uno degli studi ha coinvolto 286 ragazze; alcune avevano indossato un corsetto, altre erano state trattate con stimolazione elettrica e alcune non avevano ricevuto alcun trattamento, per un periodo di 4 anni.

Questo studio ha evidenziato alcune prove del fatto che il corsetto fosse più efficace dell’osservazione (ovvero dell’“aspettiamo e vediamo”) o della stimolazione elettrica. Dopo tre anni, le percentuali di successo erano di 80% per il corsetto, del 46% per l’osservazione e del 39% per la stimolazione elettrica. Dopo quattro anni i valori erano del 74%, 34% e 3%, rispettivamente. Tuttavia, nel lungo termine, i pazienti trattati con il corsetto ritornavano alle loro precedenti curvature.

L’altro studio comparava l’efficacia dei corsetti rigidi e di quelli elastici in 43 ragazze per un periodo di 45 mesi. Questo studio ha mostrato alcune evidenze della maggiore efficacia dei corsetti rigidi rispetto a quelli elastici.

Comunque, entrambi gli studi, come sottolineano i ricercatori, costituiscono una “prova di scarso valore” a favore dell’uso dei corsetti.

Nonostante la mancanza di prove molto rilevanti, Negrini ha affermato all’Health Behavior News Service che la sua clinica prescrive spesso l’uso di corsetti, unito alla pratica di esercizi fisici per i pazienti affetti da scoliosi.

“Conosciamo gli ottimi risultati che è possibile ottenere con un corsetto di alta qualità e facendo in modo che il paziente lo utilizzi correttamente secondo le indicazioni,” ha dichiarato Negrini.

Anche il dott. John Dormans, primario di chirurgia ortopedica al Children’s Hospital di Philadelphia e presidente della Pediatric Orthopedic Society of North America, è favorevole all’uso del corsetto.

“Se chiedete agli ortopedici che curano la grande maggioranza degli adolescenti con scoliosi idiopatica, l’opinione quasi unanime sarà che il corsetto è efficace, che altera di fatto il decorso della malattia,” afferma Dormans.

Ma far indossare a degli adolescenti il corsetto per un numero sufficiente di ore è un grosso problema.
“L’efficacia del corsetto dipende da due fattori principali: efficacia del corsetto in se stesso e adesione del paziente alla terapia” ha scritto Negrini in un’email a Reuters Health.

Le domande sull’efficacia del corsetto per la scoliosi adolescenziale potrebbero presto trovare una risposta grazie a una ricerca più definitiva: uno studio di cinque anni e del valore di diversi milioni di dollari, finanziato dal National Institute of Arthritis and Musculoskeletal and Skin Diseases è attualmente in fase di svolgimento.

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