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Una nuova speranza per chi soffre di scoliosi – Un approccio olistico

Uno sguardo all’esclusivo trattamento in tre fasi per la scoliosi con approccio olistico del dott. Kevin Lau, chiropratico

In un’epoca in cui la scoliosi è vista come molto più di una semplice curvatura della colonna vertebrale, una visione olistica offre i dettami essenziali della dieta e dell’esercizio fisico, necessari per una soluzione non invasiva e a lungo termine della malattia, supportata dall’uso di dispositivi all’avanguardia quali Meditrac, Vertetrac e Dynamic Brace System (DBS). È la storia di Andrea, una donna di 44 anni madre di due bambini, nata con la scoliosi, che ha raggiunto una guarigione completa per mezzo di metodi di correzione non chirurgici. Non solo Andrea ha ottenuto una correzione di 20 gradi, ma ora è una persona molto più felice e più sana.

Scoliosi – La situazione attuale

Recenti ricerche suggeriscono che almeno 1 bambino su 4 affetti da scoliosi dovrebbe ricorrere alla chirurgia. Tale è la diffusione di questa malattia, che è in pratica una curvatura laterale della colonna vertebrale, che forma una curva a “C” o a “S”, invece di una linea retta.

Storicamente, lo schema di trattamento tradizionale della scoliosi si articola in tre fasi. Il primo passo di solito comincia quando viene osservata un’anomalia nel corpo e i raggi X evidenziano una curvatura. In base allo schema di trattamento che ho implementato, questa fase in generale parte da una precisa valutazione dei gradi di curvatura, una verifica delle abitudini alimentari e quindi con la prescrizione di un programma correttivo, che comprende una dieta ed esercizi fisici appropriati.

Al contrario, nell’attuale situazione, per le curvature con angolo di Cobb inferiore a 20 gradi, di norma si decide di adottare l’approccio dell’osservazione, per vedere se la curvatura se ne va da sola, il che nella maggior parte dei casi non succede. Con questo approccio molto rilassato, quando l’angolo di Cobb della curvatura supera approssimativamente i 25 gradi, la risorsa immediatamente successiva è di ricorrere al corsetto e, se anche dopo l’uso di quest’ultimo, la curvatura supera i 40 gradi, allora viene consigliato l’intervento chirurgico, dato il fallimento di qualsiasi altra possibilità.

ASPETTARE E VEDERE?

La ricerca mostra come la tendenza ad aspettare e vedere quel che succede (cioè l’osservazione) conduce a danni più gravi sia per la salute fisica che per quella psicologica e inoltre è molto oneroso in termini sociali generali. Alcuni studi stimano che ogni anno negli Stati Uniti vengono eseguiti più di 20.000 interventi chirurgici di fusione vertebrale. Nella maggior parte dei casi, né i corsetti rigidi né quelli elastici sono efficaci nel prevenire il peggioramento delle curvature e quindi gli interventi chirurgici invasivi.

Non c’è bisogno di dire che l’approccio dell’osservazione può essere molto pericoloso. La scoliosi di norma esordisce con uno spasmo dei muscoli su uno dei lati della colonna vertebrale. Questo può manifestarsi a seguito di una disfunzione del modo in cui il cervello percepisce la posizione della colonna vertebrale.
Esso spinge la colonna a curvarsi ancora di più dallo stesso lato, facendo irrigidire muscoli e
legamenti di quella parte. Questo irrigidimento spiega il motivo per cui la colonna si deforma. La tipica forma a “S” inizia a formarsi non appena questo fenomeno comincia a manifestarsi anche dall’altro lato della colonna vertebrale. Per questo motivo è meglio interrompere questo processo e arrestare la progressione della scoliosi al più presto possibile.

Un punto di vista diverso

D’altra parte, lo schema tradizionale di trattamento è ora oggetto di dibattito tra i professionisti della salute. Si avverte una maggiore necessità di vedere la scoliosi come una patologia neurologica che influenza la colonna vertebrale nella forma di una curvatura.

Gli esperti vedono la scoliosi come un sintomo di un problema sottostante più profondo, che comporta una maggiore disfunzione biochimica e meccanica dell’organismo. Un ottimo esempio è il caso di Alisa L., un’insegnante di 56 anni che manifestava colesterolo elevato, gravi problemi digestivi e un forte dolore lombare. Nel mio libro, La Salute nelle tue Mani, ho descritto i miei metodi di trattamento, che comprendono la correzione delle sue abitudini alimentari, nonché il mostrarle come mangiare in modo sano. L’approccio senza farmaci non solo ha alleviato il suo dolore alla schiena con l’uso di Vertetrac e DBS, ma ha anche eliminato i problemi di digestione e normalizzato i suoi livelli di colesterolo.

L’approccio in 3 fasi

Devo ammettere che vedo i disturbi del corpo umano da un punto di vista olistico e che credo fermamente nel potere del corpo e della mente umani di influenzare la malattia e la salute. In molti casi, dalla riduzione della curvatura della colonna vertebrale di un quindicenne da 45° a 28°, a quella di un settantenne da 16° a 4°, ho utilizzato questi formidabili principi di nutrizione ed esercizio fisico per curare schiere di pazienti affetti da scoliosi.

Il mio approccio di cura della scoliosi segue un approccio multidimensionale in 3 fasi, implementate nel modo seguente:

Fase 1: Identificare le abitudini alimentari, le carenze e i modelli non appropriati che potrebbero essere la causa
che sta alla base della malattia e quindi la soluzione potenziale per arrestare il peggioramento della scoliosi.

Fase 2: Identificare le necessità di esercizio fisico e preparare un programma di fitness personalizzato per il paziente.

Fase 3: Fornire un approccio olistico per ridurre l’impatto della malattia sulla vita del paziente.

L’approccio nutrizionale complessivo

Sulla base delle scoperte della moderna ricerca nutrizionale, seguo un approccio di categorizzazione esclusivo, per usare l’alimentazione come mezzo per identificare e curare il disturbo. Nella preparazione di un piano di trattamento per un paziente che presenta sintomi di scoliosi, si comincia col determinare i bisogno nutritivi sulla base all’assetto genetico del paziente, suddividendoli per proteine, carboidrati o tipologie miste. Quindi prescrivo un modello di alimentazione, basato sulla dieta paleolitica.

Un mio tipico caso illustra bene l’efficacia di tale dieta paleolitica. Per cominciare, il paziente in questione era in sottopeso, il che appariva in forte correlazione con la sua storia di scoliosi. Messo a dieta con l’uso di cibi fermentati quali il kefir e i crauti, il suo sistema digestivo è guarito e il paziente ha imparato a mangiare cibi adatti al suo metabolismo. In questi casi, mi concentro soprattutto nel ridurre gli zuccheri e i cereali e nell’aumentare l’apporto di acidi organici e grassi, comprese le vitamine liposolubili D, K e A.

Altrettanto interessante è il caso di Isla W., un’atleta di 24 anni, che ricadeva nella categoria delle proteine a rapida ossidazione, a cui ho prescritto un trattamento correttivo e delle indicazioni nutrizionali.

Simili casi di studio e ricerche dettagliate indicano una significativa correlazione tra i disordini nutrizionali e la scoliosi. È interessante che ci sia un’associazione tra la salute delle ossa e quella dell’intestino, che suggerisce in che modo le abitudini alimentari possano aggravare o, per quanto possibile, curare la scoliosi, considerato anche che circa l’80% del sistema immunitario risiede nel tratto gastrointestinale.

Il programma di fitness personalizzato

L’uso di Vertetrac e del Dynamic Brace System (DBS) comporta un’efficace combinazione di allenamento muscolare, che fornisce un sistema di grande trazione dinamica deambulatoria e di trattamento della scoliosi idiopatica molto orientato alle esigenze del paziente.

Basati sulla parola d’ordine di Meditrac, Trazione in movimento, entrambi questi dispositivi, il Vertetrac e il DBS, forniscono un approccio esclusivo al trattamento della scoliosi, adatto al paziente, economico e capace di grandi risultati. Per esempio, il Vertetrac, un sistema di trazione lombare assolutamente unico, va molto al di là dei sistemi di trazione tradizionali. Unisce la trazione a una forza orizzontale per ottenere un trattamento simultaneo tridimensionale, con opzioni di trazione asimmetrica. Da usarsi solo per trazioni molto brevi, sia il Vertetrac che il DBS disturbano i movimenti del corpo in modo minimo. Poiché decomprimono e rimodellano la colonna vertebrale, in realtà permettono persino di camminare più agevolmente, stare seduti o in piedi mentre si indossa il dispositivo.

Il mio programma di fitness è forse illustrato meglio dal caso di Cher, la cui curvatura spinale è peggiorata dai 38° della sua diagnosi iniziale all’età di 13 anni, fino ai 55° di alcuni anni dopo. Seguendo il mio approccio, ho cominciato a curarla e dopo un intervento di 6 mesi sulle sue abitudini alimentari e un regolare programma di fitness, che comprendeva l’uso di Vertetrac e DBS, la sua scoliosi ha mostrato infine un miglioramento di 15 gradi.

La premessa chiave

Le mie tecniche terapeutiche si basano su una solida base di abitudini posturali corrette e su uno stile di vita sano. Uniscono la potenza della postura corretta con un insieme di semplici esercizi di stretching specifici per l’equilibrio del corpo, per il core building e l’allineamento del corpo, per ottenere un programma di fitness adeguato.

Per cominciare, comincio con il guidare il paziente nell’individuare i muscoli tesi della sua schiena, identificati dalle zone che provocano dolore quando subiscono un allungamento. In base alla mia opinione, qualsiasi tipo di esercizio di stretching e di rafforzamento può essere solo di aiuto, se sia il paziente che il dottore conoscono esattamente i punti in cui il corpo non è in equilibrio. Il processo prosegue quindi identificando i gruppi di muscoli che sono tesi e le ossa che potrebbero non essere nelle loro corrette posizioni.

In effetti, le più recenti ricerche sulla scoliosi in realtà sono indirizzate alla possibilità di istruire il cervello per mezzo di una serie di esercizi molto specifici per la scoliosi. A causa della supposta origine neurologica del problema, si pensa che questi esercizi possano sviluppare nuovi percorsi neurologici che il cervello è in grado di elaborare e quindi curare la patologia.

Attraverso una serie di esercizi di stretching specificamente studiati e di esercizi per l’allineamento del corpo, quali rotazione del collo, riflesso da stiramento, flessione laterale del collo, estensione del collo, allungamento del muscolo elevatore della scapola, piegamento laterale del torso e allungamento lombare per la scoliosi, l’obiettivo della correzione dell’equilibrio interno del corpo e della riduzione dei sintomi della scoliosi può essere raggiunto.

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